Goodbye Cruel World

G

Premessa

Se ci dovessimo fermare ad un ascolto superficiale, la canzone Goodbye Cruel World potrebbe indurci a credere che il protagonista sia sul punto di commettere un suicidio. In One of my Turns, la scena dove Pink grida fuori dalla finestra – Alla prossima bastardi – avvalorerebbe questa ipotesi se non fosse che in entrambi i casi la morte cui l’uomo anela non ha nulla a che vedere con quella fisica. Come lo stesso Waters ha affermato nella sua intervista del 1979 con Tommy Vance, questo è il momento in cui Pink ne ha avuto davvero abbastanza, Goodbye Cruel World rappresenta la fine di ogni tentativo di stabilire un qualsiasi contatto emotivo coi propri simili: costretto a subire il tradimento della moglie, le angherie dell’insegnante, la figura ingombrante della madre e la morte del padre, il pensiero di distaccarsi da quel mondo crudele lo rende sereno, le sue tendenze vittimistiche sembrano arrivate ad un punto tale da raggiungere una forma di stoica rassegnazione.

In accordo allo stato catatonico nel quale ritroviamo il protagonista, la canzone ha un tono pacato che esprime al meglio lo stato d’animo dell’autore, un uomo completamente rassegnato al suo destino che accetta ogni singolo mattone del suo muro, certo del fatto che nessuno potrà fargli cambiare idea.


Goodbye Cruel World

Goodbye cruel world,
I’m leaving you today.
Goodbye,
goodbye,
goodbye.

Goodbye, all you people,
There’s nothing you can say
To make me change my mind.
Goodbye.

Addio mondo crudele

Addio mondo crudele
Ti lascio oggi
Addio
Addio
Addio

Addio a voi tutti
Non c’è niente che possiate dire
Per farmi cambiare idea
Addio.


In questo momento è interessante notare l’uso delle immagini presentate all’inizio del film ed in particolare la posa con la sigaretta consumata tra le dita con uno zoom lento sull’occhio al quale si sostituisce in dissolvenza il campo da gioco.

Attraverso questo stratagemma lo spettatore percepisce chiaramente che quanto avvenuto prima di Goodbye Cruel World è stato una sorta di flash-back del passato: al momento di presentare la sua infanzia, la madre, la scuola, il fallimento del suo matrimonio, Pink ha già costruito il suo muro e in quest’ultimo Addio lo spettatore viene catapultato nel presente. Non a caso nella versione musicale questo brano chiude il primo vinile e nei concerti live, anche in quelli recenti con il solo Waters, gli assistenti da palco pongono l’ultimo mattone a chiudere il muro che fino alla fine del concerto renderà i musicisti completamente invisibili al pubblico.

Riguardo la scena del campo da gioco, che abbiamo visto nelle “tigri”, esistono diverse interpretazioni da parte dei fan che vale la pena citare: la prima è che quel cielo fiammeggiante e la grande H (Hell) vogliano simboleggiare l’inferno personale di Pink e che l’uomo stesse cercando di fuggire da quella che considerava la sua più grande paura: gli altri.

La seconda, più interessante a mio parere, si incentra sull’espressione confusa del ragazzo non appena si conclude la sua corsa. Nel momento in cui si ferma e guarda in terra, sembra che il giovane Pink si stia chiedendo: Ma cosa sto facendo?Anzichè correre verso la meta, mi sto allontanando?! In tal senso la questione potrebbe essere interpretata come l’ultimo brandello di razionalità che permette alla rock-star di ricorrere alla fragile idea, già percepita in altri momenti dell’album, secondo cui chiudersi all’interno del muro non fosse poi così desiderabile.


Formazione
  • Roger Waters – basso, voce
  • Richard Wright – sintetizzatore Prophet-5
Video
Immagini

Indice

"Pink Floyd's 'The Wall': Dietro il muro" © 2011-2017 Nicola Randone. Lyrics / Artwork © 1979 Pink Floyd / Gerald Scarfe. Images from the movie © 1982 Sony Music Entertainment. E’ facoltà di chi lo desidera riportare i contenuti della presente opera a patto di citare la fonte e comunque nella sola eventualità che si tratti di progetti senza finalità di lucro. Ogni uso non autorizzato dei testi sarà perseguito nei termini di legge.

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"Pink Floyd's 'The Wall': Dietro il muro" © 2011-2017 Nicola Randone. Lyrics / Artwork © 1979 Pink Floyd / Gerald Scarfe. Images from the movie © 1982 Sony Music Entertainment.