One of my turns

O

Premessa

Anche se  negli scorsi articoli abbiamo avuto modo di conoscere ed analizzare i lati oscuri della personalità di Pink, in One of my turns essi si manifestano con violenza  in quello che probabilmente è uno dei momenti più drammatici del film. Fino ad oggi il racconto ci ha mostrato un personaggio alla ricerca (a volte ingenua) di un proprio posto nel mondo ed il suo successivo scontrarsi nelle difficoltà delle relazioni.

In questo brano la ricerca del giovane sembra essere arrivata alla sua naturale conclusione: il ragazzo diventa uomo tutto in una volta e metaforicamente va a sbattere violentemente contro quel muro che in tanti anni aveva costruito intorno a sé con il beneplacito della madre.

Nella sua intervista con Tommy Vance Waters dichiara che Pink, in questo momento dell’album, si trova nella posizione di un uomo che “possiede tutto ma che in realtà non ha niente“; ha ottenuto la celebrità che molte persone sognano per tutta una vita: fan che lo adorano, la possibilità di circondarsi di beni d’ogni sorta per fare qualsiasi cosa desideri, ma ha perso la cosa più importante… il legame con la moglie, importanza di cui si rende conto solo quando acquisisce la completa consapevolezza che il rapporto è finito.


One of my turns

Oh my God! What a fabulous room!
Are all these your guitars?
This place is bigger than our apartment!
Ehm, Can I get a drink of water?
You want some, huh?
Oh wow, look at this tub? Do you wanna take baaaath?
What are watching?
Hello?
Are you feeling okay?…

Day after day
love turns gray
Like the skin on a dying man.
And night after night
we pretend it’s all right.
But I have grown older, and
You have grown colder, and
Nothing is very much fun
any more.

And I can feel
one of my turns coming on.
I feel cold as a razor blade,
Tight as a tourniquet,
Dry as a funeral drum.

Run to the bedroom,
In the suitcase on the left
You’ll find my favorite axe.
Don’t look so frightened,
This is just a passing phase,
One of my bad days.
Would you like to watch TV?
Or get between the sheets?
Or contemplate the silent freeway?
Would you like something to eat?
Would you like to learn to fly?
Would ya?
Would you like to see me try?

Would you like to call the cops?
Do you think it’s time I stopped?
(Next time, fuckers)
Why are you running away?

Una delle mie crisi

Oh mio Dio! Che stanza favolosa!
Sono tutte tue queste chitarre ?
Questo posto è più grande del nostro appartamento!
Ehm, Posso bere un sorso d’acqua?
Ne vuoi un pò, eh?
Oh wow, guarda questa vasca? Vuoi fare il bagnoooo?
Cosa guardi?
C’è qualcuno?
Ti senti bene?…

Giorno dopo giorno,
l’amore diventa grigio
Come la pelle di un vecchio moribondo
E notte dopo notte,
facciamo finta che vada tutto bene
Ma sono diventato più vecchio
E tu sei diventata più fredda
E nulla è davvero divertente
come una volta

Ed io sento che sta arrivando
una delle mie crisi
Mi sento freddo come la lama di un rasoio
Stretto come un laccio emostatico
Teso come un tamburo funebre

Corri in camera da letto,
nella valigia sulla sinistra
Troverai la mia ascia preferita
Non essere così spaventata
E’ solo una fase passeggera
soltanto uno dei miei brutti momenti
Vuoi guardare la TV?
O buttarti tra le lenzuola?
O contemplare l’autostrada silenziosa?
Vuoi qualcosa da mangiare?
Vuoi imparare a volare?
Vuoi?
Vuoi vedermi provare?

Vuoi chiamare la polizia?
Credi che sia ora che io la smetta?
(Alla prossima bastardi)
Perché stai scappando via?


Il brano è introdotto da un dialogo iniziale, ad essere precisi un monologo con una forte connotazione teatrale in cui la giovane ragazza si abbandona a divagazioni circa la bellezza della camera e delle chitarre dell’uomo.

Pink, con lo sguardo fisso sulla televisione, si comporta come se la ragazza non ci fosse, sembra che si trovi in uno sorta di trance emotiva che gli impedisce di stabilire un rapporto con la groupie che a questo punto immaginiamo si fosse łimitata a seguirlo nella sua camera d’albergo senza che l’uomo manifestasse il minimo interesse per lei.

Nella prima parte della canzone, dove i toni sono pacati, Pink sembra rivolgersi alla moglie: come già accennato in Young Lust, è possibile che la groupie in quel preciso istante gli ricordasse l’ex moglie e di conseguenza la causa principale del suo malessere.

Nel testo egli paragona il decadimento dell’amore alla pelle di un vecchio moribondo, sostenendo che ci si può illudere che tutto vada bene ma alla fine si finirà per diventare vecchi e freddi (growing older and colder).

E’ chiaro che l’uomo continui a non ammettere le proprie responsabilità sulla fine del suo matrimonio, quasi che non riuscisse a rendersi conto di aver causato lui stesso l’allontanamento della moglie con il proprio atteggiamento distaccato ed anaffettivo. Per l’incapacità di attribuirsi le colpe egli giustifica la fine del suo matrimonio adducendo a pretesto il fatto che ogni cosa di questo mondo finisce per morire.

Riflettendo sui meccanismi che seguono ad un’ordinaria delusione d’amore, esperienza che buona parte di noi ha già vissuto, possiamo comprendere il senso di vuoto ed il dolore che non conosce pace. Per risolvere l’evento traumatico ciascuno accede alle proprie risorse interiori trovando così la forza di innamorarsi ancora e facendo si che la vecchia esperienza si trasformi in un brutto ricordo. Pink purtroppo non riesce ad elaborare il suo trauma, vuoi per i solidi e consolidati traumi ereditati dall’infanzia, vuoi per l’incapacità di analizzare obiettivamente gli accadimenti. La consapevolezza della fine del proprio rapporto esplode quindi in una reazione violenta ed imprevedibile, l’unico momento in tutto il film in cui l’uomo reagisce con una collera autentica ed incontrollata verso ciò che ritiene l’ennesima ingiustizia da parte di quel “mondo crudele”.

Prima di esplodere, il testo chiarisce perfettamente i sentimenti che precedono la crisi. L’uomo ci comunica di sentirsi come una lama di un rasoio, un laccio emostatico ed un tamburo funebre: il primo elemento è connesso con buone probabilità all’esplosione di violenza in cui metterà a soqquadro la stanza, il secondo alla fase in cui si abbandonerà alle droghe (Comfortably Numb) ed il terzo annuncerà la sua morte che, in senso metaforico, rappresenta il definitivo rinchiudersi all’interno del muro.

Nel film, il crescendo del synth di Richard Wright anticipa la lacrima sul volto dell’uomo che, dopo aver tenuto dentro di sé tutto il dolore, è costretto a lasciarlo esplodere in maniera incontrollata. La sfortunata ragazza si trova a dover subire la furia di un uomo che la sta ingiustamente incolpando del trattamento subito dalla moglie. E’ interessante notare il dettaglio legato alla sua furia distruttiva che si abbatte su tutte le superfici riflettenti: tavoli con vetro, specchi, quadri ed infine la finestra. Il particolare suggerisce che egli potrebbe essere nauseato dall’immagine che ha di sè, e per questa ragione si impegni nel distruggerla anche se solo metaforicamente.

Di verso in verso Pink risponde alle domande (senza risposta) della groupie all’inizio della sequenza, si offre di mostrarle la sua ascia (axe) preferita, una parola in slang che sta a significare “chitarra” (nel dialogo iniziale la ragazza gli chiede: Are all these your guitars?), a seguire gli domanda se vuole guardare la tv (in risposta alla domanda: What are you watching?), o se desidera buttarsi fra le lenzuola (un suggerimento sessuale accostato alla domanda di lei “Wanna take a bath?), poi quasi a volergli suggerire uno stato d’animo sereno gli domanda di contemplare le autostrade silenziose (in risposta alla sua richiesta “Are you feeling okay?), ed infine se desidera qualcosa da mangiare (Can I get drink of water?).

Ognuna di queste dichiarazioni vengono consegnate con una violenza nel comportamento che terrorizza la ragazza. L’ascia che vuole mostrarle è una chitarra che si abbatte su ogni cosa distruggendola, quando gli chiede se gli piacerebbe volare insinua in lei il sospetto che la voglia uccidere gettandola dalla finestra, poi gli chiede se vuole che sia lui a farlo scatenandole il timore che stia per suicidarsi.

Nel testo Pink minimizza questa sua crisi parlando di un momento passeggero, di una delle sue giornate “no”; il fatto di dichiarare che si tratti di una delle tante ci porta a riflettere sugli eventi precedenti in cui aveva lasciato che le emozioni fluissero liberamente (anche se solo nella sua mente): la rabbia nel cantato di When the Tigers Broke Free, l’assolo di Gilmour presente in Mother, la scuola bruciata di Another Brick in the Wall pt. 2.

Alla fine Pink urla alla groupie “perchè stai andando via“, chiaramente è sarcastico ma allo stesso tempo definisce il modo in cui tutte le relazioni dell’uomo finiscono e cioè senza che metta minimamente in discussione le proprie responsabilità.

La sequenza della pellicola culmina nella scena in cui Pink getta il televisore dalla finestra della sua camera sporgendosi in avanti e gridando: Alla prossima bastardi. In questo gesto sembra voler minacciare il mondo là fuori di qualcosa, probabilmente il suo suicidio che nella visione egocentrica del personaggio vorrebbe essere una sorta di punizione per la razza umana.

Il grido della rock star si perde sulle immagini di una città illuminata: un mondo indifferente al dramma che quell’uomo sta vivendo nella sua camera d’albergo.


Curiosità
  • Durante il monologo iniziale, Pink sta guardando The Dam Busters, un film sulla seconda guerra mondiale. “I guastatori delle dighe” è il titolo tradotto, metaforicamente potrebbe rappresentare il desiderio di Pink di distruggere il suo muro/diga.
  • La scena del film è stata girata dal capo cameraman John Stanier utilizzando una camera “a mano”. Alan Parker ha descritto Stanier come un uomo coi “piedi da ballerina e le spalle da muratore” per l’abilità mostrata nel girare la scena.
  • One of my turns è stato il lato B del 45 giri di Another Brick in the Wall pt. 2
  • Questo brano è considerato uno dei più difficili cantati da Waters: la nota più alta è infatti un SIb, solo un tono sotto il classico DO di petto dei tenori.
Formazione
  • David Gilmour – chitarra
  • Nick Mason – percussioni
  • Roger Waters – voce, basso
  • Richard Wright – pianoforte
  • Bob Ezrin – organo, sintetizzatore prophet-5
  • Lee Ritenour – chitarra ritmica
  • Trudy Young – voce della groupie
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Indice

 

"Pink Floyd's 'The Wall': Dietro il muro" © 2011-2017 Nicola Randone. Lyrics / Artwork © 1979 Pink Floyd / Gerald Scarfe. Images from the movie © 1982 Sony Music Entertainment. E’ facoltà di chi lo desidera riportare i contenuti della presente opera a patto di citare la fonte e comunque nella sola eventualità che si tratti di progetti senza finalità di lucro. Ogni uso non autorizzato dei testi sarà perseguito nei termini di legge.

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"Pink Floyd's 'The Wall': Dietro il muro" © 2011-2017 Nicola Randone. Lyrics / Artwork © 1979 Pink Floyd / Gerald Scarfe. Images from the movie © 1982 Sony Music Entertainment.